In alcuni luoghi italiani il tema non è “far arrivare più persone”. È gestire meglio i flussi che già arrivano: servizi, trasporti, spazi, vita quotidiana. Quando l’equilibrio salta, lo vedi subito: tempi compressi, prezzi distorti, esperienza standardizzata.
L’overtourism è questo: un turismo molto concentrato in pochi luoghi e in pochi momenti. Non è “troppa gente” in assoluto. È una pressione distribuita male.
Se cerchi una guida operativa (base, date, numero di notti, alloggio), qui trovi il metodo completo: come viaggiare senza alimentare il turismo di massa.
Cos’è l’overtourism (in parole semplici)
L’overtourism è quando il numero di visitatori supera la capacità di un luogo di gestirli senza compromettere vivibilità, identità e qualità dell’esperienza.
Un dato per inquadrare
Nel 2024, nei 50 comuni italiani più turistici si sono concentrate 197,4 milioni di presenze, pari al 42,3% del totale nazionale (ISTAT).
In pratica: quasi un pernottamento su due finisce in una porzione molto piccola del Paese.
Secondo UN Tourism, nel 2025 l’Europa ha registrato 793 milioni di arrivi turistici internazionali, confermandosi l’area più visitata al mondo. In questo scenario, la questione diventa: come si distribuiscono i flussi.
Perché succede: 4 cause (meccaniche, non morali)
1) Itinerari copia-incolla
Quando lo stesso elenco di tappe domina guide e social, i flussi si sovrappongono: stessi luoghi, stessi orari.
2) Visite in giornata
Il day trip concentra molto impatto in poche ore e lascia poco tempo per una relazione più “lenta” con il territorio.
3) Picchi prevedibili
Ponti, weekend lunghi e stagione estiva non sono solo “più gente”: sono sistemi che lavorano al limite (trasporti, rifiuti, servizi).
4) Centri storici trasformati in vetrina
Quando un’area perde residenti e funzioni quotidiane, anche l’offerta per chi visita tende a standardizzarsi.
Cosa cambia davvero: 5 conseguenze (visibili)
- Tempi più rigidi: prenotazioni obbligatorie e code diventano normalità.
- Scelte più povere: l’offerta si appiattisce (tutto simile, poco specifico).
- Prezzi distorti: costi più alti senza proporzione con qualità e servizi.
- Tensione urbana: spazi e servizi pensati per residenti diventano “a uso turistico”.
- Pressione su infrastrutture: trasporti e gestione rifiuti sotto stress nei picchi.
Due casi simbolo (e cosa significa per chi visita)
Venezia
Venezia è spesso citata come caso di flussi molto concentrati. Il Contributo di Accesso è uno degli strumenti usati per gestire i visitatori giornalieri: nel 2026 la sperimentazione riparte dal 3 aprile, con calendario e fasce definite.
Per te, in pratica: se vai in giornata, controlla prima se la data rientra tra quelle previste e scegli orari meno centrali (mattina presto / tardo pomeriggio). Se puoi, valuta un soggiorno più lungo: cambia completamente il ritmo.
Firenze
A Firenze la pressione legata alle locazioni turistiche brevi è diventata strutturale. Il Regolamento per le Locazioni Turistiche Brevi risulta in vigore dal 31 maggio 2025.
Per te, in pratica: verifica tipologia e trasparenza dell’alloggio (chi gestisce, regole, assistenza). Se vuoi ridurre il “turnover continuo”, privilegia 2–3 notti rispetto a una.
5 alternative pratiche (senza cambiare vita)
1) Usa una base alternativa e rientra in orari laterali
Quando una meta è molto richiesta, spesso la scelta più efficace è spostare la base: meno incastri, più margine, meno compressione nel punto più saturo.
2) Pianifica una sola prenotazione “fissa” al giorno
Nei giorni carichi, l’errore tipico è riempire l’agenda. Una sola prenotazione ti dà struttura; il resto resta flessibile (e gestibile).
3) Taglia una tappa, guadagna una fascia libera
Una fascia libera (senza “devo”) è ciò che ti permette di cambiare strada, cambiare quartiere, evitare code e scegliere sul posto.
4) Leggi l’alloggio come un contratto, non come una promessa
Cerca azioni, policy chiare e trasparenza. Se vuoi esempi di promesse vuote: greenwashing nel turismo: come evitarlo.
5) Se vuoi andare “proprio lì”, cambia l’obiettivo
Non sempre ha senso “fare tutto”. Ha senso scegliere 2 priorità e costruirci attorno un ritmo sostenibile: quartieri laterali, orari meno centrali, attività indipendenti.
Vuoi trasformarlo in metodo?
Qui trovi la guida completa con segnali e scelte replicabili: come viaggiare senza alimentare il turismo di massa.
Mini-checklist (prima di prenotare)
- Sto scegliendo un giorno “carico” senza accorgermene?
- Ho almeno un’attività fuori dalla fascia centrale?
- Quante prenotazioni rigide sto mettendo nello stesso giorno?
- L’alloggio descrive azioni o solo parole?
- Sto costruendo un’esperienza o inseguendo una lista?
FAQ – Overtourism in Italia
Cos’è l’overtourism?
È quando i flussi turistici superano la capacità di un luogo di gestirli senza compromettere vivibilità, identità e qualità dell’esperienza.
Quali città italiane sono più colpite?
Venezia e Firenze sono spesso citate come esempi di forte concentrazione dei flussi e di effetti visibili sul centro storico e sui servizi.
Come posso ridurre il mio contributo alla concentrazione dei flussi?
Scegli una base alternativa, proteggi orari laterali, riduci prenotazioni rigide nello stesso giorno e privilegia 2–3 notti quando puoi.
Fonti e approfondimenti
- ISTAT – Turismo: presenze nei 50 comuni più turistici (2024): capitolo ISTAT.
- UN Tourism – Arrivi internazionali in Europa (2025): nota UN Tourism.
- Contributo di Accesso Venezia 2026 (dal 3 aprile): sito ufficiale.
- Comune di Firenze – Locazioni turistiche brevi (in vigore dal 31 maggio 2025): pagina ufficiale.
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Michela
